condividere file via webdav

senza spiegarvi i retroscena dovevo semplicemente avere un’unica cartella condivisa visibile da due reti lan fisicamente sconnesse tra di loro, la risposta quasi immediata è stata webdav.

(se non sapete cos’è webdav cercatevelo su google) ed è su google che ho trovato una guida minuscolissima su come configurarlo. e infatti funziona.

l’unica cosa non del tutto chiara, ovvero io ci sono arrivato a tentativi, è che questa guida non spiega in quale file va inserita quella roba: è il file di configurazione di apache che, nel mio caso, è :

/etc/apache2/sites-enabled/000-default

che è quella di default dell’installazione di default di apache 2 su debian.

quindi seguite quella guida con questo mio piccolo suggerimento e vedrete che funziona.

il passo successivo è fare usare il servizio da windows, inanzitutto bisogna abilitare il webdavclient di windows (xp in questo caso) e se andate qua c’è spiegata tutta la procedura (in pratica andate nei servizi e avviate il webdav client)

una cosa che non pare sia documentata è che window ha un bug per accedere ai servizi webdav e, quando aggiungete la nuova risorsa di rete e quando vi chiede username e password,risponde negativamente come se non gli andasse bene la password, cosa che comunque non è vera.

altre mie ricerche mi hanno portato a questo sito che spiega, appunto, il bug e spiega anche come risolverlo. e in effetti ora funziona tutto.

la soluzione è semplice e anche un po’ idiota: bisogna aggiungere un # o un . alla fine dell’url, tipo cosi’:

http://test/pub/#

fatto questo funziona tutto a dovere.

sshfs senza password

siccome mi piace fare il figo informatico, e anche perchè questa cosa mi serve veramente, adesso vi spiegherò come ho fatto a mountare via ssh un file system remoto.

in giro per internet ci sono millemila guide, e io ho seguito una di queste, ma lo riscrivo giusto così, per riempire internet di informazioni ridondanti.

il primo comando da dare sul client è questo:

ssh-keygen -t dsa -f id_dsa

questo genera la chiave pubblica e privata. attenzione perchè io come un prila continuavo a scrive sda invece di dsa perche’ mi ostinavo a non usare il copia e incolla :) sda come il corriere espresso :)

poi:

scp id_dsa.pub root@SERVER/root/.ssh/

questo copia la chiave pubblica sul server

poi andate nel server, andate nella directory .ssh e scrivete:

cat id_dsa.pub >> authorized_keys2

che in pratica adda la chiave pubblica del nostro client alle chiavi autorizzate.

la guida che ho letto dice anche di cambiare i permessi a quel file:

chmod 640 authorized_keys2

non chiedetemi a cosa serve perchè di preciso non lo so, e nemmeno m’interessa, ma una volta finito questo potete cancellare, sempre sul server intendo, il file id_sda.pub e potete provare a loggarvi e vedrete che andrà tutto bene.

a questo punto, giusto per essere coerenti con la mia pigrizia, ho aggiunto questa riga:

sshfs#root@SERVER:/var/www        /home/carlo/test        fuse    defaults,user,allow_other       0       0

al file /etc/fstab cos’ lo monta in automatico all’avvio del computer.

lo switch allow_other fa si che possiamo scrivere in quella cartella anche senza essere necessariamente l’utente root, che io mica ho voglia di loggarmi ogni volta come root per modificare dei file dentro il server web…

a me funziona, se voi seguite questa guida e avete dei problemi non scrivetemi perchè non ho assolutamente voglia di aiutarvi :) basta che seguiate una qualsiasi delle altre guide sparse per il mondo di internet

costruire un hd usb

avevo in un cassetto questo masterizzatore esterno usb un po’ datato:

masterizzatore usb

masterizzatore usb

e volevo vedere se una mia supposizione era giusta, ovvero vedere se mettendoci un hard disk invece che il masterizzatore si riusciva a sfruttarlo come hd esterno, molto piu’ utile di un masterizzatore usb.

quindi l’ho aperto:

masterizzatore usb aperto

masterizzatore usb aperto

e praticamente ho visto che c’e’ un normalissimo connettore ide, quindi ho semplicemente scollegato il masterizzatore e ci ho collegato un vecchio hd da 40 giga:

collegamento hd ide

collegamento hd ide

e in effetti il tutto pare funzionare a dovere:

df -h

df -h

il primo accesso all’hd in effetti risulta un attimino lento, ma per il resto sembra funzionare, devo solo testare la velocità di trasferimento di file di grosse dimensioni.

L’altro problema ora è fissare l’hd all’interno del case, oppure costruire un case nuovo. Nono, uso quello che c’è già anche se è ingombrante, ho rimosso il masterizzatore e chiuso il “buco” davanti:

masterizzatore rimosso

masterizzatore rimosso

L’hd così proprio non va:

alloggiamento hd

alloggiamento hd

da un vecchio computer Compaq ho preso il floppy che aveva un supporto per gli alloggiamenti più larghi dei cd rom:

floppy con supporto

floppy con supporto

ci ho messo l’hd:

hd nell'alloggiamento

hd nell'alloggiamento

il supporto, ovviamente, è della misura giusta per stare all’interno del case:

hd all'interno del case

hd all'interno del case

ho richiuso tutto e il led verde segnala che è acceso e funzionante:

case chiuso

case chiuso

ora qualche rapido test:

rapido test

rapido test

dire che ci siamo, anche se effettivamente il file è piuttosto piccolo, ma lo dichiaro funzionante :)

Update:

Ho fatto un altro test copiando una iso di un dvd, posto su un disco di rete al piano di sopra, nel mio nuovo hard disk, ecco il risultato:

sfiga

sfiga

Come potete vedere ci ha impiegato 68 minuti e qualcosa per copiare un file da 4 giga, inoltre ha ritornato un errore perchè il file è troppo grande. Essendo fat32 ci credo visto che ha il limite dei file di 4 giga. Ma se leggete c’è anche la dimensione del file di origine e anche quello che è riuscito effettivamente a copiare, guardate bene la differenza in byte :)

Questa è proprio sfiga :)

clerks

ovvero: come quella volta che ho passato più di 10 ore di seguito dentro un negozio di dischi.

si, è successa proprio questa cosa qua, che ho fatto il commesso di un negozio di dischi per un giorno intero, la vigilia di natale tra l’altro.

è stato divertente e interessante, e un pochino anche una sfida per tentare di dare i giusti consigli alla gente che chiede, appunto, consigli. che poi son queste le soddisfazioni, mica i soldi/dischi guadagnati. se convinci gente ad comprarsi Dirty dei Sonic Youth o il Blu Album dei Weezer vuol dire che hai fatto del bene alla società, che va bene che tutti vogliono Mario Biondi o il cd di natale di Bocelli, ma vuoi mettere?

E anche il ragazzino, col cappellino peruviano proprio come Frusciante del video di Under the Bridge che cercava robe di Iggy Pop esclusivamente su vinile. “c’è questo cd degli stoogies” “nono… cerco solo vinili”. O anche la signora, acquisto su commissione, che non sapeva che vinile e disco sono la stessa cosa.

E che dire dei Jimmy Eat World consigliati come “emocore vecchio stampo, quello degli anni 90″ e al solo pronunciare “emo” l’acquirente di turno ha storto subito il naso senza sentire il resto della frase… grazie Tokyo Hotel…

E chiedere di ripetere la domanda “avete del giass” visto che io ho sempre pronunciato “giez” e “si, ce l’abbiamo”.

Ma anche dopo aver consigliato i Lemonade il tizio fa “no… qualcosa di piu’… di piu’…”, “piu’ cattiveria?”, “esatto!” e via di Felix da Housecat e Bloody Beetroots.

“ma perche’ costa cosi’ tanto questo disco se e’ italiano?”, “se e’ italiano o straniero non centra niente, costano piu’ o meno uguali”, “ma ho provato a scaricarlo ma non ci sono riuscito”… e poi cose non dette tipo “ah mai sai che io ho una tua chitarra”… meglio tacere…

E il bambino decenne con un sacco di spicciolini a comprarsi il cd di Lady Gaga o l’altro bambino al padre “babbo ma questo è quello che fa le copertine di rumore” oppure “babbo ma questo è il cantante degli strokes”.

E scoprire che i maggior acquirenti di cd sono ultratentenni mentre i ragazzini dicono “ma no, io di cd originali ne avro’ si e no 5″ mentre chiedevano info sulle valigie da dj.

E dopo tutte le bolle, codici a barre, gestionali e fornitori capisci che se vai a comprarti un cd e lo paghi 20 euro non te la devi prendere col negoziante.

i film veramente indie

dopo il post di inkiostro a riguardo dico qualcosa anche io.

i film veramente indie sono altri, ne elenchero’ tre che mi sono piaciuti, uno poi e’ un classico, ma cominciamo:

i due film di geek geek sono degli autentici capolavori, poi veramente indie nel senso di indipendenti visto che se lo sono girati da soli. forse non per tutti ma mirato solo ad una certa categoria di persone, tipo me. fondamentalmente parla di due nerd sfigati alle prese col quotidiano nerd. bellissimi entrambi gli episodi

the gamers è un altro film indipendente, perche’ pare prodotto e girato da loro stessi con pochi soldi, pur essendo su imdb.com, che parla di alcuni giocatori di ruolo in cui la realta’ si intreccia con la fantasia e viceversa. anche questo forse e’ per pochi ma e’ comunque bellissimo.

non ricordo assolutamente come sono venuto in possesso di bioma ma e’ un film bruttissimo quindi bellissimo. non e’ proprio bruttissimo, mhh… diciamo che e’ bellissimo. parla della ricerca di una fantomatica fozzola, animale in via di estinzione, ecoterrorismo, supereroi, artimarziali, storia d’amore… e’ un film completo. e’ stato girato da alcuni ragazzi all’interno della pineta ravennate. quando la fozzola sorvola l’accampamento dei difensori della pineta e’ la piu’ bella scena del cinema mai girata. da vedere assolutamente anche questo.